“Datemi Naas e vi conquisterò il mondo” – Danie Craven

Mondovale ha presentato giovedì 12 marzo, presso il Caffè Miani, la prima produzione 2015, un dvd (da un’idea concept di Alberto Gambato) contenente un montato in forma di highlights della carriera di Naas Botha e la video intervista concessa dal fuoriclasse sudafricano nel maggio 2014, quando giunse a Rovigo su invito degli organizzatori del Torneo Aldo Milani e del Coni provinciale. Locale strapieno ovviamente, dato lo spazio ridotto, con varie persone a sbirciare fuori dal marciapiede, per cercare di carpire un po’ del “Botha-pensiero” e le opinioni di Stefano Bettarello e di Stefano “Nino” Frigato, ospiti dell’evento a commentare l’anteprima del dvd. Amarcord ma non solo, un viaggio nel tempo ma anche uno sguardo al presente e all’evoluzione possibile del rugby in prospettiva Rugby World Cup 2015.

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Nella presentazione, la presidente di Mondovale, Mariangela Goggia, ha annunciato l’avvio di una collana di produzioni multimediali dedicate agli ex rossoblu, sono poi stati esplorati vari argomenti, in particolare l’esperienza italiana di Botha, grazie agli aneddoti di Frigato, estremo del Rovigo di quelle stagioni che ha messo in luce aspetti fino ad oggi sconosciuti dello spogliatoio rossoblu e agli interventi di Stefano Bettarello, per due volte avversario di Botha nelle finali scudetto tra Treviso e Rovigo del 1988 (Roma, vittoria rossoblu) e 1989 (Bologna, successo biancoverde), particolarmente ispirato dal dialogo “a distanza” col fuoriclasse sudafricano.

“Nella finale di Bologna del 1989 – ha ammesso Bettarello – riuscii a stoppare con la punta delle dita due drop a Botha, impresa di per sé difficilissima, eppure nel corso di quella partita Naas centrò l’acca dei nostri pali da quasi 50 metri, con la palla che passò di pochi centimetri sopra le mie dita. Sentii il rumore del calcio e tanto bastò a farmi capire che era un gran calcio. Mi girai e vidi realizzare il più bel drop che abbia visto in tutta la mia carriera!”

Nella prima parte del dvd le immagini ripercorrono l’esordio in maglia del Northern Transvaal, le Currie Cup vinte in maglia bluazzurra, le esperienze in maglia Springbok e nel football americano. Poi l’arrivo a Rovigo per il match celebrativo del 50ennale rossoblù e la successiva epopea italiana, per finire con la guida del Sudafrica al ritorno sulle platee internazionali, al termine del regime di apartheid.

BothaBulls2-webNella seconda parte del dvd la lunga intervista in cui si esalta il “Botha-pensiero”, da cui uno stralcio: <A quel tempo la cosa mi suonava così: in Italia il rugby è David Campese. Penso anche che questa fu una grande motivazione per me, per dimostrare che c’erano anche altri ottimi stranieri. Ma non sono una persona molto emotiva, quindi non sono venuto a Rovigo pieno di sentimenti come: “oh, devo vincere e fare questo per la città…”. No, sono venuto qui per fare un lavoro. Questo è il modo in cui vedevo il rugby. Allora ho pensato: se c’è una cosa che voglio provare ai rodigini è che non sono venuto qui in vacanza e che non sono qui solo per i soldi>

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